Amianto, sono 430 i tetti che aspettano la bonifica

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Allarme lanciato da due associazioni: «Pericolo sottovalutato per anni» La proposta: «Chiediamo al comune una mappatura precisa con satellite e droni»

 

PAVIA. Sono 21mila i metri quadrati di tetti in amianto presenti a Pavia. E il tempo è un nemico inesorabile: ogni mese, ogni anno aumenta il degrado delle lastre che compongono il tetto, che diventano friabili e disperdono nell’aria le loro fibre cancerogene. L’allarme è lanciato dall’associazione “Ora”, Officina per il rilancio attivo, che ha organizzato una serata pubblica per sensibilizzare la città sul killer silenzioso. «Il tema dell’amianto in città non è mai stato affrontato seriamente – denuncia Fabio Dore, portavoce di Ora -, serve al più presto una mappatura completa che comprenda anche l’area Neca e l’ex Snia, dove la quantità di coperture in amianto potrebbe far salire il dato in modo vertiginoso». «Il registro di Ats certifica la presenza di 426 tetti in amianto in città – spiega Fabrizio Protti, presidente di Sportello amianto nazionale – ma sono ancora troppi i punti oscuri. Molti dei tetti registrati presentano un indice di danneggiamento del 10%, eppure non è indicata l’estensione in metri quadri del tetto. Sommando tutti i dati presenti sulla metratura si ottiene una superficie di 21mila metri quadrati. Un dato molto, troppo basso per una città che si estende su 70 kilometri quadrati, visto che solo a Broni, che ha un’estensione di 12 kilometri quadrati, la superficie di tetti in amianto supera i 180mila metri quadrati». Perché secondo voi i conti non tornano? «Perché sono stati fatti male – dice Protti -. Si è partiti da foto aeree e poi si sono mandati in giro per la città gli studenti del Cardano che, letteralmente suonando i campanelli, hanno chiesto conto ai proprietari della presenza di amianto sui loro tetti».L’Officina per il rilancio attivo e lo Sportello amianto chiedono ora una mappatura dell’amianto presente in città: «La fibra di amianto ha caratteristiche riconoscibili – spiegano – è possibile quindi fare una prima mappatura a livello fotografico, analizzando parametri quali il colore e la luminescenza dei tetti pavesi da immagini satellitari. La fotografia satellitare non permette di rilevare con assoluta certezza tetti di dimensioni inferiori ai 6 metri quadrati, sarebbe necessario aggiungere immagini scattate tramite volo radente dei droni a circa 10 metri di altezza. In questo modo si potrebbe avere una mappatura con un’accuratezza al 99%».

 

Leggi l’articolo originale su laprovinciapavese.it

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