La Corte Costituzionale ecuadoriana conferma ancora una volta le responsabilità dell’impresa statunitense riguardo al disastro ambientale causato nell’area amazzonica attorno a Lago Agrio. Le 30.000 vittime della contaminazione continuano ora la loro battaglia nelle giurisdizioni estere, facendo appello alla solidarietà internazionale per coprire le ingenti spese legali.

 

Foto: Riccardo Rossella

Dopo 4 anni di attesa, e a 25 anni esatti dall’inizio del contenzioso legale tra la Chevron-Texaco e le vittime degli sversamenti di sostanze tossiche causate dall’impresa, nella giornata del 10 luglio scorso la Corte Costituzionale dell’Ecuador ha emesso uno storico verdetto in cui, ancora una volta, vengono confermate le responsabilità del colosso petrolifero.

Il pronunciamento della massima autorità giuridica ecuadoriana fa seguito alle tre sentenze emesse dal tribunale provinciale di Sucumbíos (una delle due province interessate dalla contaminazione) e dalla Corte Nazionale di Giustizia tra il 2011 e il 2013, che avevano condannato l’impresa a un maxi-pagamento del valore di $ 9,5 miliardi per risanare l’area inquinata, che si estende su oltre 480.000 ettari. Una condanna che la Chevron-Texaco ha sempre rifiutato di riconoscere come legittima, affermando di essere vittima di una truffa giudiziaria nonostante le numerose evidenze della contaminazione che tutt’oggi continua ad avere drammatiche ripercussioni sulla salute e la vita delle comunità indigene e campesine che popolano l’area.

Era stata la stessa impresa a rivolgersi alla Corte Costituzionale nel 2014, richiedendo un’azione di protezione straordinaria sulla base di una supposta violazione dei propri diritti costituzionali nel corso dei precedenti procedimenti giudiziari. Una richiesta che è stata tuttavia respinta dalla Corte, la quale in un ampio documento di 151 pagine ha ricostruito esaustivamente le motivazioni che hanno portato a deliberare che non si è verificata alcuna violazione dei diritti ai danni della Chevron-Texaco.

Grande soddisfazione è stata espressa da parte della Unión de Afectados y Afectadas por las Operaciones Petroleras de Texaco (UDAPT), che riunisce e rappresenta le vittime della contaminazione. I leader dell’organizzazione di base hanno sottolineato l’importanza di questa vittoria non solo per i diretti interessati del caso, ma anche per le migliaia di cittadini e associazioni che si stanno battendo affinché cessi il regime di impunità in cui troppo spesso operano le grandi imprese multinazionali nei paesi del Sud del mondo.

Rappresentanti della UDAPT durante la conferenza stampa a seguito della sentenza. Foto: Riccardo Rossella

Trattandosi del più alto grado di giudizio nel paese andino, il verdetto della Corte Costituzionale non solo segna la quarta sconfitta legale per la Chevron-Texaco, ma esaurisce definitivamente le possibilità di ricorso contro le precedenti sentenze di condanna. La conclusione dell’iter giuridico in Ecuador rappresenta inoltre un’importante legittimazione dei processi giudiziari in corso presso i tribunali esteri. Dal momento che il colosso petrolifero non possiede più beni all’interno del paese, l’unica possibilità per i querelanti di riscuotere quanto dovuto è infatti quella di ottenere un’omologazione della sentenza di condanna in altri Stati dove la Chevron è tuttora presente. Un processo irto di difficoltà, come dimostrato anche dalla recente sentenza emessa dalla Corte dell’Ontario, che condanna gli afectados al pagamento delle spese legali sostenute finora dalle due parti come condizione per poter ricorrere in appello di fronte alla Corte Suprema del Canada.

Lago Agrio. Foto: UDAPT

Per far fronte a tale necessità e potere così proseguire nella propria lotta per la giustizia, la UDAPT ha lanciato una campagna internazionale di crowdfunding al fine di raccogliere 350.000 dollari canadesi (circa 230.000 euro): a tanto infatti ammonta la somma imposta da un verdetto che assume i contorni del paradosso, se si considera che ad oggi la Chevron-Texaco non ha pagato nemmeno un centesimo dei $ 9,5 miliardi necessari per il risanamento dell’area contaminata.

Per effettuare una donazione a sostegno degli afectados ecuadoriani: https://thecrowdversus.org/cases/chevron-oil-spill-in-ecuador/aff/8/

Per maggiori informazioni sul caso:

http://texacotoxico.net/en/

Facebook: Chevron Tóxico Oficial

Twitter: Chevron_Toxico

 

* Servizio Civile presso la Unión de Afectados por Texaco (UDAPT) tramite FOCSIV

 

 

 

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