Costiera Sorrentina, il Wwf: «Fogna a mare a Sant’Agnello»

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Gli ambientalisti denunciano «ennesimo sversamento nel Golfo del Pecoriello» alla Procura di Torre Annunziata

 

NAPOLI – «Nel pomeriggio del 27.05.2018» denuncia in una nota stampa corredata di diecine di fotografie il Wwf Penisola Sorrentina, «è stata documentata e denunciata dal Wwf Terre del Tirreno, ai vigili di Sant’Agnello e alla Capitaneria di Castellammare di Stabia, un’ingente fuoriuscita di liquami di natura presumibilmente fognaria dal canale della condotta, in gestione alla Gori, allocato sotto la via dei Pini che sbocca sulla spiaggia delPecoriello. Le sostanze maleodoranti dopo aver percorso il tratto della spiaggia, creando pozze e laghetti, si sono riversate nel mare».

«Già più volte, nel passato e di recente», prosegue la nota, «la fuoriuscita del “troppo pieno” allocato sulla spiaggia del Pecoriello ha causato analoghi problemi, scaricando sostanze inquinanti in mare, arrecando un serio e tangibile danno per la salute pubblica e deteriorando l’ambiente paesaggistico e marino, sia visivamente che materialmente, proprio in un tratto di costa ad altissima vocazione balneare, in zona sottoposta a vincolo paesaggistico ed ambientale ed inquadrata nei Siti di Interesse Comunitario. Dopo la denuncia del Wwf i tecnici in reperibilità della Gori hanno individuato, non senza difficoltà, l’occlusione alla tubatura e accertato (a 18 ore dalla segnalazione) il ripristino del normale deflusso dei liquami nella rete fognaria. Nel frattempo la cascata di fogna ha sversato a cielo aperto tonnellate di liquami nel golfo del Pecoriello».

«Dal sopralluogo, effettuato dai volontari del Wwf, è apparso inequivocabile e grave lo stato dei luoghi che conferma quanto denunciato. L’acqua presente in grosse pozze, poste a pochi metri dal bagnasciuga, appare di un colore marroncino/verdognolo, torbida e maleodorante, con un odore acre e inconfondibile attribuibile a derivazione fognaria. All’uscita della “galleria” del troppo pieno, allocato sotto la via dei Pini, sono visibili, incastrati tra rami, reti e rifiuti, e sulla stessa spiaggia, numerosi pannolini intimi da donna e brandelli di carta igienica che tradiscono la qualità delle acque fuoriuscite. L’aria è irrespirabile ed appare evidente come le pozze luride, pregne di acqua sporca, continueranno a rilasciare (per osmosi e per effetto delle mareggiate o della pioggia) le sostanze inquinamenti nella sabbia e nel mare a pochi metri. Assieme a rifiuti di ogni genere (plastiche, pneumatici, ferri arrugginiti, animali morti in decomposizione avanzata, tubi di vecchie condotte) è stata osservata la presenza di ratti. Il mare appare torbido e schiumoso e la presenza sugli scogli di tappeti di alghe verdi è sintomatico del continuo e costante apporto di nutritivi (azoto e fosforo) provenienti da scarichi fognari. Tutto ciò contribuisce oltre ad un grave danneggiamento paesaggistico ambientale anche a creare una situazione di rischio igienico-sanitario su di una spiaggia tranquillamente raggiungibile via mare da ignari canoisti e diportisti».

«E’ assurdo – dichiara nella nota Claudio d’Esposito del Wwf – se non fosse passato per caso un canoista, che attratto dall’insenatura si è avvicinato alla spiaggetta scoprendo la cascata di liquami, è probabile che la Gori se ne sarebbe accorta dopo giorni, eppure il controllo alle griglie poste a monte di tali condotte fognarie parrebbe sia previsto con cadenza settimanale. Si spendono centinaia di milioni per costruire un mega-depuratore e, poi, non si è in grado di intervenire in tempo reale quando la fogna, anche se non piove, devia direttamente a mare? La situazione della spiaggetta del Pecoriello è vergognosa, aspetta di essere bonificata da troppo tempo. La cosa più imbarazzante è che, mentre la visibilità sott’acqua in questi giorni è scarsissima e sulla superficie del mare galleggia di tutto, sul ponte di numerosi stabilimenti, da est a ovest della penisola, sventola, per molti immeritatamente, la tanto pubblicizzata Bandiera Blu».

Per tali motivi il Wwf ha chiesto nella nota, inviata anche alla Procura di Torre Annunziata, «un sollecito intervento per l’individuazione della provenienza delle sostanze fuoriuscite dalla condotta e giunte nelle acque marine; l’accertamento della qualità delle acque marine nel punto di fuoriuscita dei liquami per poter valutare l’entità dell’eventuale danno ambientale alla flora e alla fauna del sito; l’accertamento della presenza di inquinanti nella spiaggia nel punto interessato dalla fuoriuscita di liquami tramite operazioni di carotaggio; l’attuazione di tutte le eventuali procedure di bonifica e messa in sicurezza dell’area marina e terrestre come previsto dalle normative vigenti consistenti nel filtraggio, purificazione e successivo ripascimento; al fine di evitare rischi riferibili a condizioni di “potenziale inquinamento” l’emissione di eventuale divieto di balneazione; la verifica della capacità tecnica-organizzativa dei gestori e/o delle pubbliche amministrazioni a far fronte e/o prevenire imprevisti, incidenti, guasti e/o occlusioni alla rete idrico/fognaria; la verifica della tipologia degli interventi manutentivi effettuati alla rete idrico/fognaria visto il ripetersi con cadenza di tali gravi episodi documentati; l’individuazione di tutte le responsabilità individuali civili e/o penali, anche di carattere omissivo da parte di pubbliche amministrazioni ed enti gestori».

 

Leggi l’articolo originale su corrieredelmezzogiorno.corriere.it

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