De Vincenti: «A Bagnoli livelli di inquinamento ancora molto elevati» Le bonifiche dovranno essere rifatte

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Il ministro a Napoli: «Nel 2018 deve partire la bonifica dell’area sotto sequestro, mentre per le altre stiamo già lavorando»

 

«A Bagnoli troviamo ancora livelli di inquinamento molto elevati». A confermarlo è il ministro del Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, a Napoli per un incontro su trasformazione digitale e nuove competenze. Le bonifiche non fatte nell’area rappresentano un problema, ma il ministro ribadisce che si è già corso ai ripari. E’ il motivo per cui su Bagnoli abbiamo costituito una struttura di governance molto forte incentrata su cabina di regia, commissario, soggetto attuatore – insiste – adesso il rapporto di collaborazione istituzionale è finalmente positivo e possiamo marciare più spediti». Intanto in giornata ci sarà la conferenza dei servizi per valutare il lavoro fatto sulle caratterizzazioni. «Il 21 dicembre si terrà la cabina di regia in cui approveremo i risultati delle caratterizzazioni e definiremo il piano delle bonifiche – conclude il ministro – nel corso del 2018 deve partire la bonifica anche dell’area sotto sequestro, mentre per quella non sotto sequestro già stiamo lavorando».

Intanto dovranno effettuarsi su tutta l’area le bonifiche per Bagnoli e Coroglio, anche la parte che è stata già oggetto di intervento. È questo il risultato delle attività di caratterizzazione effettuate nei mesi scorsi da Ispra, Arpac e Arpav e pubblicati sul sito di Invitalia. Una necessità che farà aumentare i costi della bonifica definitiva, come spiegato al termine della Conferenza dei servizi di oggi, in Prefettura a Napoli, con Invitalia e il Commissario di Governo. Oggi è stato anche presentato il programma di risanamento ambientale e rigenerazione urbana per il Sin, Sito di interesse nazionale, di Bagnoli e Coroglio, in vista della cabina di regia di giovedì prossimo, alla presenza di De Vincenti, il presidente della Regione, Vincenzo De Luca, il sindaco, Luigi de Magistris. Le attività per il piano di caratterizzazione sono terminate a luglio. Sono sostanzialmente assenti berillo, cobalto e nichel, mentre frequenze elevate sono state riscontrate per piombo, stagno e zinco. Queste sostanze sono state rinvenute sullo strato superficiale.

Per quanto riguarda gli idrocarburi, la frazione più leggera risulta assente, ma quella pesante è presente in un terzo dei campioni analizzati, distribuita anche a differenti profondità. Gli idrocarburi policiclici aromatici, Ipa, sono presenti in circa il 20% dei campioni analizzati, in alcuni casi con picchi significativi del 50%. È alla luce dei risultati delle analisi che si è giunti alla conclusione che l’intera area va bonificata da principio, comprese le zone già interessate da interventi negli anni passati. (fonte agenzie)

 

Leggi l’articolo originale su corrieredelmezzogiorno.corriere.it

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