Gasdotto, serrata dei negozianti e corteo contro Tap: “Melendugno chiusa per protesta”

0
23

I commercianti hanno abbassato le saracinesche e affisso alle vetrine manifesti a lutto: in corteo anche  studenti e cittadini dei paesi limitrofi. Messaggio di adesione della Chiesa locale

 

La manifestazione No Tap a Melendugno in provincia di Lecce

 

LECCE – Melendugno chiuso per sciopero. Il paese del Salento, scelto da Tap come approdo per il gasdotto che partirà dall’Azerbaijan, protesta contro la realizzazione di un’opera considerata strategica dal Governo italiano ma non voluta dalla popolazione. “Chiudo per dignità” è lo slogan scelto dalla totalità dei commercianti che hanno abbassato le saracinesche e affisso alle vetrine manifesti a lutto.

 

“La nostra dignità non ha bisogno di un territorio militarizzato a servizio di Tap” è scritto sui manifesti, con riferimento alla creazione di una vasta “zona rossa” attorno al cantiere Tap, nella quale è inibito transito e accesso a chiunque, esclusi i proprietari di abitazioni e terreni con pass forniti dalla Prefettura di Lecce, parlamentari e giornalisti, che hanno ottenuto la possibilità di entrare nell’area off limits dopo l’intervento di Ordine e Assostampa.

Allo sciopero di Melendugno stanno partecipando anche gli studenti delle scuole del paese, negozianti, dipendenti di vari uffici, amministratori, commercianti e cittadini dei paesi limitrofi. Un lungo corteo ha attraversato il centro, urlando slogan e sventolando bandiere, a dimostrazione di una posizione comune della collettività, che – negli anni dal 2011 ad oggi – ha continuato a manifestare un’opposizione ferma all’opera. Tap, dal canto suo, ha avviato da pochi giorni la realizzazione del pozzo di spinta in zona San Basilio di San Foca, nel cantiere costantemente sorvegliato da centinaia di uomini delle forze dell’ordine, che stanno arrivando a Lecce da altre regioni d’Italia.

Ai manifestanti è giunta, tramite un messaggio, la vicinanza dei parroci di Melendugno,Borgagne e Vernole, don Salvatore Scardino, don Elio Quarta e don Leonardo Giannone. “Siamo presenti in questa giornata particolare per esprimere condivisione nei confronti di tanti provati dalla sofferenza dell’oggi e preoccupati per il domani del nostro territorio. – hanno scritto i sacerdoti nel messaggio letto dal sindaco Marco Poti’ – Esprimiamo la speranza di un futuro che restituisca centralità alle persone, tenendo conto non solo degli equilibri economici ma soprattutto del rispetto dell’ambiente, secondo i criteri indicati da papa Francesco”. “Questa presenza – proseguono i sacerdoti – dice la vicinanza di tutta la chiesa locale, secondo quanto espresso dall’arcivescovo, monsignor Michele Seccia, di recente e seguendo il suo invito a stare accanto alla gente”.

Leggi l’articolo originale su bari.repubblica.it

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

due + 18 =