I sindaci: «Subito la bonifica dell’area»

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Il capannone è ancora sotto sequestro. L’appello: «Se si allungano i tempi, aumenta il rischio di inquinamento»

 

 

Il capannone è ancora sotto sequestro. L’appello: «Se si allungano i tempi, aumenta il rischio di inquinamento»

CORTEOLONA. Preoccupazione per l’ambiente e per la salute dei cittadini. A 5 mesi dal rogo del capannone, dove erano stati stoccati abusivamente tonnellate di rifiuti, i sindaci di Corteolona e Genzone, e Inverno e Monteleone chiedono il dissequestro dell’area per poter avviare la fase della bonifica. Da allora, l’area è sotto sequestro, disposto subito dopo il rogo dalla magistratura. «C’è il massimo rispetto per il lavoro investigativo da parte della procura, ma siamo molto preoccupati per la situazione di stallo che c’è da quel 3 gennaio» dicono Angelo Della Valle ed Enrico Vignati. Dal giorno in cui venne spento l’incendio, appiccato dolosamente, l’intero perimetro venne messo sotto sequestro dalla procura. E da allora tutto, naturalmente, è rimasto come prima. «Capiamo le esigenze investigative – spiega Vignati, sindaco di Inverno e Monteleone –. Ma ora bisogna anche incominciare a pensare alla tutela del territorio e della salute dei nostri concittadini. Dai rifiuti non rimossi, si può formare del percolato. Che penetra poi nel terreno. E può raggiungere, se non si interviene per tempo, la falda acquifera». «Faremo tutti i passi necessari, per quanto in nostro potere, per poter sollecitare il dissequestro dell’area – aggiunge invece Della Valle, sindaco di Corteolona –. L’indagine per risalire ai responsabili è certamente importante, ma lo è altrettanto l’azione a tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini». Renato Bertoglio, di Legambiente, conferma la delicatezza della situazione, sotto il profilo ambientale, che si è creata per la mancanza di bonifica. «Di sicuro una questione legata all’inquinamento esiste, anche se bisogna capire di quale entità – spiega –. I rifiuti abbandonati e successivamente dati alle fiamme sono stati ricoperti da teloni per contenere eventuali dispersioni nell’aria, è vero. Ma in quattro mesi possono essersi deteriorati, anche per il maltempo. Resta poi da capire cosa stia succedendo nel sottosuolo, se cioè ci sono delle infiltrazioni e a che livelli». Insomma, l’inquinamento c’è, questo è fuori discussione. Bisogna solo capire fino a che punto. E soprattutto, bisogna fare presto per iniziare l’opera di bonifica. Ma Bertoglio, ad ogni modo, non è sorpreso più di tanto dei tempi lunghi legati a questo tipo di indagine. E quindi, anche, dei relativi dissequestri delle aree oggetto di attività investigativa. «Quasi sempre i luoghi in cui vengono commessi reati di tipo ambientale restano sotto sequestro per molto tempo – ribadisce –. E’ successo per casi molto più gravi di Corteolona, come nella Terra dei Fuochi in Campania. Ma è chiaro che più tempo passa, e peggio è per l’ambiente».

 

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