Il futuro della plastica, due giorni di discussione a Milano

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Il 24 e 25 maggio il convegno “A circular future with plastics”: i trasformatori di materie plastiche europei riuniti per analizzare il mercato e le prospettive di sviluppo. Sessini specifiche sul settore auto, edilizia e packaging

 

MILANO – Il futuro della plastica, lo stato di salute del settore della trasformazione e le sfide che deve affrontare sono al centro del convegno “A circular future with plastics”, in programma a Milano oggi e domani. All’evento interverranno anche il Commissario Europeo per la crescita El?ieta Bienkowska, il DG ENV della Commissione Europea Artemis Hatzi-Hull e il Responsabile della Divisone Environmental Footprint della DG Ambiente della Commissione Europea, Michele Galatola.

Un settore, quello della lavorazione dei materiali plastici, che oggi conta oltre 1milione e 600 mila addetti in 50.000 aziende in tutta Europa e un volume di affari di 260 miliardi di euro l’anno. L’Italia vanta il 22% delle imprese europee del settore, circa 11mila, che fatturavano nel 2016 30 miliardi di euro. La produzione dell’industria di trasformazione delle materie plastiche italiana ha inoltre registrato nel 2017 un incremento del +2,3% dei volumi rispetto al 2016.

“Dopo 4 anni alla guida di EuPC, – dichiara Micheal Kundel Presidente di EuPC, l’associazione europea dei trasformatori delle materie plastiche in carica fino all’assemblea di venerdi – “il messaggio che voglio lasciare all’industria Europea dei trasformatori di materie plastiche è che è tempo di lavorare tutti insieme per ribaltare la percezione troppo spesso negativa che accompagna la nostra industria. È necessario sviluppare nuove e migliori attività sul fronte del riciclo e promuovere campagne di sensibilizzazioni che affrontino specificatamente il tema del marine litter: è infatti anche su queste sfide che si giocherà il futuro del settore”.

“Dai nuovi obiettivi della Plastic Strategy alla Direttiva EU sugli articoli monouso, dalla proposta di una tassa europea al marine litter, lo scenario del settore risente di una generale percezione negativa e di un quadro legislativo incerto, peraltro spesso neanche suffragato da aspetti scientifici” dichiara Luca Iazzolino, Presidente di Unionplast.

Durante l’evento anche delle sessioni dedicate a tre settori strategici, che da soli rappresentano il 70% del totale: automotive e trasporti, edilizia, packaging.

Il comparto automotive assorbe circa 230mila tonnellate di materie plastiche/anno (il 10% della domanda totale), tra forniture per l’interno, esterno e la componentistica. In ogni auto si trovano in media circa 2.000 parti in plastica per un totale di 225 kg.

Nel settore edile e delle costruzioni sono invece circa 600mila le tonnellate di materiali termoplastici impiegati  nel 2017, pari a circa il 20% del totale. Un settore che considerando indotto e seconda lavorazione vede 2.000 aziende (500 solo nella prima trasformazione) da 1,5 miliardi di fatturato l’anno.

Con il 39,9% il packaging è invece il principale mercato delle materie termoplastiche in Europa. Oltre 3.000 aziende con 12 miliardi di fatturato che, nella prima trasformazione, producono circa 3milioni di tonnellate di materiali termoplastici l’anno. Negli ultimi 10 anni il riciclo del packaging in plastica è aumentato del 75% mentre il conferimento in discarica è stato dimezzato; ad oggi nella UE il tasso di riciclo medio è di circa il 35%.

 

Leggi l’articolo originale su repubblica.it

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