Difficile dire quale sia il reale significato del termine Giustizia Ambientale e soprattutto circoscriverlo entro confini netti. In anni di giornalismo la nostra Redazione di BioEcoGeo ha seguito l’evoluzione degli aspetti ambientali notando come molti aspetti siano cambiati, molto, nel corso degli ultimi 20 anni

 

Se una decina di anni fa si poteva infatti inquadrare un’ingiustizia ambientale come qualcosa di inerente a un territorio preciso, un problema specifico legato a un polo industriale inquinante o all’incuria dei cittadini, ora la situazione è molto diversa. Quando pensiamo a un problema ambientale ora infatti, non parliamo più solo di inquinamento o di qualcosa di strettamente legato ad un’area. Ora tali problemi riguardano l’economia, la politica, i rapporti tra gli stati, l’energia, il cambiamento climatico, i periodi di siccità sempre più lunghi e i fenomeni atmosferici sempre più improvvisi e devastanti. Anche se accadono in luoghi lontani da quello n cui viviamo. Oggi quindi non è fuori luogo parlare di Giustizia Ambientale ad un dibattito sull’immigrazione o a un tavolo di discussione sugli approvvigionamenti energetici di uno stato.
Le implicazioni ambientali permeano gran parte della nostra vita, sia a livello internazionale che nella vita quotidiana del nostro quartiere. Parlare di giustizia ambientale significa quindi trovare le soluzioni per problemi legati all’ambiente ma che riguardano sfere molto più ampie della nostra vita: salute, benessere psico-fisico, felicità e serenità di vivere in un ambiente sano, piacere di stare all’aria aperta.

Ingiustizia ambientale
È invece ingiustizia ambientale non poter aprire le finestre perché la direzione del vento porta le polveri della fabbrica dritte in casa. È ingiustizia ambientale mangiare frutta e verdura con il dubbio che possano essere contaminate perché coltivate in terreni tossici o avere un governo che non si preoccupa di emanare politiche volte a ridurre l’utilizzo delle auto e quindi l’emissione di polveri sottili. Ed è ingiustizia ambientale anche uno stato che persegue politiche energetiche inquinanti e legate a forme di energia ormai appartenenti a un’altra epoca. Purtroppo però di ingiustizie ambientali ce ne sono ancora molte e in realtà ce ne saranno sempre di più.

Luglio, 2016 Taranto: un poliziotto abbraccia la manifestante anti Ilva

E’ per questo motivo che accetto con grande piacere ed entusiasmo l’opportunità offertami da Mani Tese e Fondazione Cariplo di collaborare a un progetto che non solo evidenzia problematiche ancora irrisolte, ma che promuove e persegue la partecipazione attiva dei cittadini. Una nuova opportunità per ottenere il diritto di godere dei nostri territori anche laddove sono stati maltrattati, inquinati e martoriati.
Una meravigliosa occasione per tutti.

*Iris Corberi è Direttore della Rivista BioEcoGeo

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