Ilva, Ambrogi Melle: ci sono novità sul ricorso straordinario al Presidente della Repubblica

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Ci sono novità sul ricorso straordinario al Presidente della Repubblica avverso il DPCM del 29 settembre 2017 con richiesta di sospensiva riguardante il caso Ilva. A darne notizia è la prof.ssa Lina Ambrogi Melle, già promotrice di un ricorso collettivo alla CEDU e presidente del Comitato Donne e Futuro per Taranto Libera.

“Il Consiglio di Stato – spiega – ha da poco ricevuto la relazione del Ministero dell’Ambiente concernente il nostro ricorso al Presidente della Repubblica avverso il DPCM del 29 settembre 2017 che ha valore di nuova AIA per l’Ilva con la richiesta di sospensiva e di un rinvio pregiudizile alla Corte di Giustizia europea di Lussemburgo

All’iniziativa partecipano numerosi cittadini di Taranto e le associazioni “Giustizia per Taranto”, “PeaceLink” e “Fondo Antidiossina” che lottano perché siano restituiti ai tarantini i diritti fondamentali dell’Uomo alla vita, alla salute e alla sicurezza.

Abbiamo deciso di impugnare questo DPCM del 29 settembre 2017 davanti al Consiglio di Stato perché altrimenti diventerebbe efficace e definitivo fino al 2023 e nessuno potrebbe successivamente intervenire anche in caso di reiterazione di reati gravissimi in quanto i nuovi acquirenti dell’Iva, come gli attuali commissari straordinari, sono protetti da un’anomala immunità penale ed amministrativa.

Ora il Consiglio di Stato deve redigere un parere vincolante per il Presidente della Repubblica, che si limiterà a ratificarlo.  Nel redigere il parere, il Consiglio di Stato terrà conto di quanto da noi sostenuto nel ricorso straordinario e di quanto affermato dal Ministero dell’Ambiente nella relazione per difendersi dalle nostre accuse.

In ogni caso i nostri avvocati dello studio legale di Roma hanno deciso di trasmettere al Consiglio di Stato le nostre controdeduzioni alla relazione del Ministero dell’Ambiente al fine di fornire una quadro chiaro delle violazioni commesse.  Finalmente si intravede una luce in fondo al tunnel e si riaccende in noi la speranza di giustizia anche nella nostra martoriata città”.

 

Leggi l’articolo originale su inchiostroverde.it

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