In bici per le campagne di Valenzano, tra rifiuti pericolosi e aria irrespirabile

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#Reporter Ambientale per un giorno (Valenzano): un antico borgo ricco di storia e monumenti cede il passo ad una distesa di campagna in cui rifiuti speciali bruciano costantemente e sprigionano diossine

 

Campagna di Valenzano. Foto: Federica Malerba, Daniela Frisullo

 

Metti una domenica mattina. Di quelle in cui l’aria è tiepida e hai solo una gran voglia di abbandonare le quattro mura e uscire, magari in bicicletta, a respirare un po’ d’aria fresca. Recuperi la tua mountain bike e via! Pedali veloce. In quella pedalata stai sfogando tutto lo stress accumulato nella settimana. Ti allontani un po’ dal paese: man mano l’asfalto cede il posto ad un leggero sterrato, i palazzi si fanno più lontani e la campagna ti accoglie odorosa. Rallenti. Gli ulivi, guardiani giganti di queste terre, si stagliano bonari nell’azzurro. Il sapore acre del terreno e quello dolce dei pollini ti pregnano la lingua e ti solleticano le narici. Un colpo di tosse ti sveglia dal bucolico idillio. Il naso ti si costringe e fatichi a respirare.

 

Qualche metro davanti a te, una colonna di fumo grigio-nera satura l’aria.  Fumo, fiamme, roba che brucia. Plastica, vetro, metalli, gomma. Rifiuti che bruciano. Bottiglie di plastica. Taniche di latta. Pneumatici abbandonati. Lasciati bruciare, volontariamente o per effetto del calore su qualche sterpaglia secca.

 

Foto: Federica Malerba, Daniela Frisullo

 

Non ci vuoi fare caso, non oggi, non di domenica. E Prosegui. Ma l’indifferenza dura poco. Venti metri più in là una lavatrice. Un frigorifero arrugginito. Monitor, computer e ancora inerti di costruzione e demolizione, lastre di tettoie. D’un tratto questo giro in campagna non ti sembra più una grande idea. Ci provi a fare altre strade, ad avventurarti per altri sentieri, sperando che il verde delle foglie ti ridia conforto. Ma ovunque tu vada lo spettacolo è desolante: bottiglie, lattine, gabinetti, vasche da bagno, poltrone, tappeti isolanti per tetti. C’è proprio di tutto. Qualcosa è ancora intatto, qualcos’altro è carbonizzato.

 

Foto: Federica Malerba, Daniela Frisullo

 

A Valenzano (BA) le campagne versano in uno stato di sconcertante degrado. Il paese, moderno ed efficiente è avulso dal paesaggio rurale circostante divenuto, per cittadini e istituzioni, solo mero deposito di rifiuti scomodi. Basta un breve giro in bicicletta per poter contare decine e decine di discariche a cielo aperto: plastica (PVC) e altri metalli, con la combustione liberano diossine volatili, mentre composti fitosanitari, idrocarburi, metalli pesanti pregnano il terreno, insinuandosi irreversibilmente nella catena alimentare.

 

Foto: Federica Malerba, Daniela Frisullo

 

Sgomento, sulla via del ritorno, ti chiedi se questa tua terra abbia qualche speranza. Se ci sarà mai qualche amministratore illuminato che possa arginare queste ingiustizie. Se c’è qualcosa che puoi fare tu, da cittadino, per cambiare rotta. O se, invece, l’indifferenza della gente che ti circonda continuerà a farla da padrona, cedendo ancora una volta il passo alla mafia, al malaffare e alla inciviltà.

 

#Questo articolo fa parte dell’iniziativa “Reporter Ambientale per un giorno”, lanciata da Giustiziambientale.org in occasione della Giornata Mondiale per l’Ambiente (5 giugno 2017)

 

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