Inceneritore, c’è l’ok al raddoppio di Corteolona

Dalla Provincia il parere favorevole all’impianto di A2A: a pieno regime brucerà 230mila tonnellate di rifiuti

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CORTEOLONA E GENZONE. Dalla Provincia arriva l’ok al raddoppio dell’inceneritore di A2A. Per l’autorizzazione definitiva bisognerà attendere il provvedimento del dirigente del settore Ambiente e Viabilità, ma la conferenza dei servizi di mercoledì 8 novembre ha già espresso parere favorevole al potenziamento dell’impianto.

Insomma l’iter per il rilascio formale dell’Aia, l’Autorizzazione integrata ambientale, è ancora lungo, ma l’incontro di mercoledì ha, di fatto, dato il via libera all’investimento da 160 milioni di euro nell’area del Centro integrato, in località Manzola Fornace. Dove potranno entrare 230mila tonnellate di rifiuti che verranno bruciati al 99%, ricavando 200mila megawatt all’anno di energia elettrica, contro gli attuali 40mila. Ora di rifiuti ne entrano 130mila, 70mila dei quali vengono inceneriti, mentre gli altri 60mila finiscono in discarica. Un raddoppio che consentirà ad A2A di veder crescere il proprio fatturato dagli attuali 2 milioni a 10 milioni all’anno.

La Provincia ha tenuto conto del parere positivo di Vigili del fuoco, Arpa e Ats. E il presidente Vittorio Poma dice: «Si è cercato di mettere paletti fortemente restrittivi. Sull’iter ha inciso la bocciatura del ricorso al Tar, presentato da diversi Comuni, sul rilascio della Via da pate di Regione Lombardia». L’ok è stato infatti vincolato da una serie di prescrizioni già accettate dall’azienda.

Prescrizioni dettate anche dall’Agenzia di tutela della salute che, nella nota presentata alla conferenza, sottolinea come, «per quanto riguarda gli inquinanti riconosciuti come cancerogeni, l’incremento della loro concentrazione al camino dovrà essere pari a zero». Proponendo che, per gli altri inquinanti, «i limiti siano inferiori a quelli stabiliti dalla normativa vigente». E non è finita. Si chiede che venga concordato, da subito, uno studio epidemiologico, «che utilizzi nuovi indicatori», per monitorare la salute dei residenti. Perché, sottolinea sempre Ats, questo è un territorio che presenta una situazione di inquinamento ambientale particolarmente compromessa e che presenta, per quanto riguarda alcuni tumori, «un eccesso di mortalità statisticamente significativo». Nessuna causa-effetto con l’inceneritore, ma «una situazione che dipende da molteplici fattori: industrie, traffico, riscaldamento, allevamenti, agricoltura».

Pavia, sindaci in marcia per l’ambiente Trecento persone, tra le quali 30 sindaci del Pavese, hanno partecipato domenica 29 ottobre a Pavia al corteo del comitato “Vivo la Bassa” per manifestare conto le emergenze ambientali sul territorio (video Garbi) L’ARTICOLO

 

Tocca al Comune di Corteolona e Genzone, guidato dal sindaco Angelo Della Valle, chiedere ad Arpa l’installazione di centraline fisse di rilevamento della qualità dell’aria. Arpa che fa sapere come, le attività di controllo sul nuovo impianto, prevederanno un monitoraggio in continuo.

Quello di mercoledì è comunque un «sì» che pesa come un macigno sui tanti sindaci e sui comitati ambientalisti che da tempo si battono contro il raddoppio e che, avvertono, non hanno nessuna intenzione di deporre le armi. Sindaci e cittadini che già sapevano che la seduta sarebbe stata quella che avrebbe portato all’autorizzazione dell’impianto. «Ce lo aspettavamo, non è stata una sorpresa», dice Gabriele Grossi, presidente del comitato Vivo la Bassa. Insieme al vicesindaco di Miradolo Ottaviano Dehò e ai sindaci di Santa Cristina, Elio Grossi, e di Linarolo, Pietro Scudellari ha organizzato un sit in davanti alla sala dell’Annunciata.

Pavia, l’allarme lanciato da “Vivo la Bassa” su ambiente e salute Trecento persone, tra le quali 30 sindaci del Pavese, hanno partecipato domenica 29 ottobre a Pavia al corteo del comitato “Vivo la Bassa” per manifestare conto le emergenze ambientali sul territorio. In piazza Italia ha preso la parola Gabriele Grossi, leader del Comitato, che ha sottolineato tra le altre cose il tasso di mortalità anomalo rispetto alla media lombarda (video Garbi) L’ARTICOLO

 

Enrico Berneri, presidente della Consulta ambiente e salute, ha invece preso parte alla conferenza e dice: «A2A ha accettato tutte le prescrizioni, tanto nessuno è in grado di farle rispettare. Arpa non ha personale sufficiente. Di questo risultato dobbiamo ringraziare la Regione che aveva concesso la Via. La Provincia aveva in mano pochi strumenti per bloccare un impianto che, per il Pirellone, aveva impatto ambientale nullo». L’Aia resta subordinata alla bonifica dell’area.

 

Leggi l’articolo originale su laprovinciapavese..it

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