“La rivincita di Casale Monferrato”: la resilienza contro eternit nel documentario in prima nazionale a Torino 

0
302

Al Circolo della Stampa di Torino il 20 febbraio 2018 il lancio nazionale del documentario-inchiesta che racconta il riscatto dall’amianto della capitale del Monferrato

 

Una città resiliente, una giornalista indipendente, una rete nazionale di cittadini che l’hanno sostenuta grazie al crowdfunding. Nasce così “La rivincita di Casale Monferrato”, documentario-inchiesta prodotto dal basso, al suo debutto nazionale al Circolo della Stampa a Torino il 20 febbraio, con il sostegno della Federazione Nazionale della Stampa Italiana (FNSI) e l’Associazione Stampa Subalpina.

Se nell’immaginario collettivo Casale Monferrato è la città ferita a morte da Eternit, con oltre 3000 vittime, e la sentenza di prescrizione del 2014 che ha riportato indietro le lancette della giustizia, pochi ancora sanno che nel 2020 sarà libera dall’amianto, prima in Italia e in Europa. Così come al posto della più grande fabbrica d’Europa di cemento—amianto oggi c’è un parco, il parco Eternot, inaugurato nel settembre 2016 e una comunità che lotta per un futuro sostenibile, tra le dieci città italiane candidate ad essere Capitale della Cultura.

La storia e le immagini di questo riscatto, nato dalle lotte operaie, civili e dei familiari delle vittime riunite nella storica AFEVA (Associazione Familiari e Vittime dell’Amianto) sono state documentate a partire dal 2013 da Rosy Battaglia che, con il progetto di giornalismo partecipato Cittadini Reattivi ha indagato sulle aree più contaminate d’Italia e ha raccolto le testimonianze delle comunità italiane che lottano per la tutela della salute e dell’ambiente lungo tutta la penisola, da Casale Monferrato a Brescia fino a Taranto.

In mezz’ora, nel compendio delle immagini riprese sul campo, montate insieme al filmaker Marco Balestra, attraverso le voci dei protagonisti e la colonna sonora “Asbesto” degli Assalti Frontali, gli ultimi quattro anni di Casale Monferrato dal 2013 al 2017. “La sceneggiatura è stata scritta dagli eventi, da persone che non si sono mai arrese, ma che hanno continuato a combattere attraverso la cultura, la memoria, le bonifiche, la cura di chi soffre” racconta la regista Rosy Battaglia, già autrice de “Il prezzo dell’amianto”, inchiesta nazionale che ha portato allo scoperto le inefficienze delle istituzioni su mappatura dei siti contaminati, bonifiche e conflitti di interesse intorno ai risarcimenti agli esposti alle fibre killer.

“Ora vogliamo che il documentario giri l’Italia, che sia diffuso il più possibile, nelle scuole e nelle università, nei comuni, nei centri culturali e sociali, che aiuti a far conoscere la nostra storia e che possa aiutare chi sta soffrendo, negli altri territori contaminati, per far crescere la consapevolezza intorno al pericolo dell’amianto– sottolinea Giuliana Busto, presidente di AFEVA, che ha sostenuto la produzione con il proprio contribuito straordinario, insieme alla città di Casale Monferrato e agli altri 174 donatori. Intanto sono giorni concitati per il sindaco, Titti Palazzetti, grazie alla candidatura a Capitale della Cultura, per cui Casale Monferrato è nella top ten finale: “E’ questa l’immagine della Casale di oggi, che ci ha emozionato e ci è stata restituita dal documentario: una città che non si arrende, che lotta per la cultura e la bellezza, senza dimenticare il passato”.

“Non è un omaggio alla memoria, ma un’opera di impegno civile” sottolinea a La Stampa, Beppe Giulietti, presidente della Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), che anticipa così la presentazione che si terrà il 20 febbraio al Circolo della Stampa a Torino, con Gian Carlo Caselli, Titti Palazzetti, Giuliana Busto, Silvana Mossano, giornalista de La Stampa; Massimiliano Francia, giornalista de Il Monferrato e Stefano Tallia, Segretario dell’Associazione Stampa Subalpina.

“Un’opera dove entra l’ingegno collettivo, della regista, dei suoi collaboratori, di tutti coloro che hanno sostenuto il progetto, ma soprattutto di una comunità che sta ridisegnando il futuro- sottolinea il presidente di FNSI e aggiunge: “Non posso dimenticare che il mio predecessore, Santo Della Volpe, ci ha richiamati spesso, proprio per non far cadere l’oblio sulle vicende di Casale Monferrato. Grazie a Rosy Battaglia per aver proseguito questo lavoro”.

 

Leggi l’articolo originale su LaStampa.it

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

4 × 4 =