#Reporter Ambientale per un giorno (Palmi): quando la memoria storica stride con il patrimonio paesaggistico naturale

 

Vista sul promontorio di Palmi (RC). Foto: http://www.route106.it

“Sempre cara mi fu questa Villa/ e questo basamento in cemento che da tanta parte/ dell’ultimo orizzonte il guardo esclude”. Così scriverebbe un giovane Leopardi, entrando nella Villa “Giuseppe Mazzini” di Palmi. Trattasi di un parco pubblico che rientra nei Monumenti Nazionali; luogo da cui si gode una vista mozzafiato sulle isole Eolie, Bagnara Calabra, Scilla, lo stretto di Messina. Un meraviglioso “balcone sul Mediterraneo” da cui ammirare il tramonto, seduti su una panchina all’ombra di un albero. Le parole non rendono giustizia al posto, forse solo una poesia riuscirebbe a descriverlo.

È facile raccontare l’iter che ha portato alla deturpazione di questo piccolo Eden. È il 17 aprile 2013 quando la Giunta del Comune di Palmi consente all’associazione “Palmesi nel mondo” – con sede a Sydney –, la costruzione di un “Monumento all’emigrante” per ricordare tutti quei palmesi emigrati che continuano ad amare la loro terra d’origine.

Monumento all’emigrante

Senonché, a causa delle sue voluminose dimensioni, la statua andrebbe ad opprimere una parte di panorama e, inoltre, stonerebbe pure con il resto dei marmi (tutti busti) presenti nella Villa. A tutto ciò si aggiungano le disattenzioni dell’Amministrazione. Tra il 2014 e il 2015 infatti, senza il permesso della Soprintendenza, l’Associazione (che non ha colpe) viene autorizzata ad incaricare una ditta di fiducia per la “messa in sicurezza del sito per poi passare al progetto di sistemazione”. Iniziano quindi i lavori che portano alla collocazione di un basamento in cemento proprio di fronte alla bellissima balconata della Villa.

La struttura in cemento che avrebbe dovuto supportare il monumento si trova ancora nella Villa

Ed è a questo punto della storia che i cittadini non ci stanno. Parte una raccolta di firme e nel settembre del 2015, la Polizia Locale trasmette un esposto alla Procura della Repubblica, evidenziando l’abusivismo del cantiere che viola palesemente le norme del Testo Unico in materia edilizia. A causa della mancanza del sopracitato parere della Soprintendenza, inoltre, i lavori risultano doppiamente abusivi e quindi in netta violazione anche con il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio. È proprio la Sopritnendenza che blocca i lavori, dando parere negativo e stabilendo quindi la collocazione del monumento in altro loco. Così è stato.

Dopo un accurato sondaggio, il Monumento all’emigrante ha trovato una casa all’ingresso di Palmi. Tutto è bene quel che finisce bene? Decisamente no! Il basamento in cemento è ancora lì. Nonostante le continue richieste dei cittadini nessuno si è degnato di provvedere alla sua rimozione. È per questo motivo che, nel giugno 2016, dopo l’ennesimo intervento della cittadinanza, è stato predisposto il sequestro cautelativo della base in cemento e l’iscrizione di una persona nel registro degli indagati.

Siamo a giugno 2017 e la struttura non si è mossa di un millimetro. Per quanto tempo ancora dovremo vedere questo obbrobrio? Quanti anni devono passare perché qualcuno provveda? Si sta forse aspettando che il basamento decida autonomamente di alzare i tacchi e andarsene? Si spera che questa storia abbia una fine e che la Villa Comunale torni al suo originario splendore.

 

#Questo articolo fa parte dell’iniziativa “Reporter Ambientale per un giorno”, lanciata da Giustiziambientale.org in occasione della Giornata Mondiale per l’Ambiente (5 giugno 2017)

 

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