‘Reporter ambientale per un giorno’ (Milano): una cittadella abbandonata, vandalizzata e sede di rifiuti pericolosi si insinua nel cuore del Parco Grugnotorto minacciando l’area protetta e i campi agricoli circostanti 

 

Odore di solventi. È quello che si sente addentrandosi nella stretta via che porta all’ingresso del Magic Movie Park, alle porte di Milano. Solvente e poi spazzatura, molta spazzatura.

Foto: Elettra Barbieri

Il Magic Movie Park, prima grande multisala e, dopo, anche centro commerciale cinese, venne costruito tra il 2001 e il 2005 su oltre 21mila metri quadrati di campi agricoli. L’area su cui è stato edificato fa parte del Parco Grugnotorto, un parco agricolo sovracomunale istituito nel 1999 dalla regione Lombardia. Si tratta di un’area protetta nata allo scopo di tutelare e valorizzare gli ultimi terreni scampati alla cementificazione ed alla voracità dell’edilizia brianzola degli ultimi decenni del ventesimo secolo. Alcuni di questi campi sono destinati all’agricoltura, altri al rimboschimento, mentre altre zone ancora sono state recuperate a scopo ricreativo attraverso la creazione (e manutenzione) di percorsi e piste ciclabili.

La società che ha costruito il complesso, che con le sue 15 sale e 4mila posti a sedere doveva essere il cinema multiplex più grande della Lombardia, era la Tornado Gest srl, gestita da Felice Vittorio Zaccaria. La proprietà fu poi ceduta a Saverio Lo Mastro, imprenditore edile in affari con il figlio di Zaccaria e socio di Rocco Cristallo, esponente della ‘ndrangheta brianzola.

Foto: Vice.com

Dopo soli sei mesi di apertura il cinema ha dichiarato fallimento ed è entrato in gioco l’imprenditore cinese Song Zhicai. Quest’ultimo, divenuto socio di Lo Mastro con l’intenzione di rendere il complesso il più grande centro commerciale cinese a livello europeo con circa 200 negozi, convinse più di 170 connazionali con attività già avviate in via Paolo Sarpi, a Milano, ad aprirvi un’attività. L’imprenditore, però, non richiese mai le autorizzazioni necessarie per le iniziative commerciali al comune di Muggiò e di conseguenza non versò mai le tasse dovute. Il comune staccò quindi la corrente per attività illecita. I commercianti, allora, sequestrarono Zhicai per 24 ore tenendolo rinchiuso nei bagni del centro commerciale, da dove fu poi liberato dai carabinieri che, però, subito dopo lo arrestarono per truffa.

Inaugurato nel 2005, il Magic Movie Park nel 2006 era già chiuso e da allora non fu mai riaperto. La struttura costata 60 milioni di euro è stata messa più volte all’asta nel corso degli anni ma sempre senza che nessun acquirente si facesse avanti. Nel 2012 la francese Decathlon si era mostrata interessata ad un possibile acquisto dell’edificio ma il prezzo richiesto (12 milioni di euro) è stato giudicato troppo elevato per un complesso che versa in quelle condizioni.

Durante gli anni il prezzo di vendita si è abbassato notevolmente fino ad arrivare a 3 milioni di euro, ovvero un ventesimo del prezzo di costruzione. Il comune inoltre ha cambiato il Piano di Governo del Territorio permettendo l’innalzamento dell’edificio e, nonostante prometta sgravi fiscali agli acquirenti, le trattative non hanno mai avuto esiti positivi.

Andando a vedere oggi l’enorme complesso si può subito notare come l’edificio non sia in sicurezza e che la recinzione che dovrebbe impedire l’accesso alle persone è stata infranta in diversi punti, così da consentire facilmente l’ingresso sia ai parcheggi che alla struttura stessa. Nonostante ci siano diversi cartelli che segnalano la zona videosorvegliata, oltre quelli che vietano l’abbandono di rifiuti, la situazione è citica: vandalismo, rifiuti in libertà e, dietro lo stabile, vi è perfino un’automobile abbandonata.

All’interno, poi, le mura sono rovinate dal tempo trascorso e dalle scritte, le porte sono rotte e i seggiolini sfondati. Per terra si trovano macerie e frammenti di ogni genere. Ovunque c’è una situazione di profondo degrado.

Bisogna ricordare che essendo nato all’interno di un’area protetta, ai confini del Magic Movie Park troviamo terreni ad uso agricolo. L’abbandono incontrollato dei rifiuti, alcuni dei quali potenzialmente pericolosi e presumibilmente tossici, pone un problema serio per i campi agricoli circostanti. Questo luogo abbandonato dovrebbe essere maggiormente rispettato dai cittadini e controllato dalle amministrazioni.

 

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