Mare, Campania maglia nera in Italia: si consumano sette reati al giorno

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Cemento abusivo, inadeguata depurazione e scarichi non controllati: ecco le piaghe delle coste campane secondo quanto rileva Legambiente nel dossier Mare Monstrum

 

Cemento abusivo, inadeguata depurazione e scarichi non controllati, privatizzazione degli accessi al mare da parte di concessionari che non rispettano le leggi, pesca abusiva, diportismo senza regole. Sono le piaghe delle coste campane e anche nel 2017, secondo quanto rileva Legambiente nel dossier Mare Monstrum, hanno assicurato alla nostra regione il non invidiabile primato della maglia nera in Italia per il numero di illegalità ambientali commesse nell’ambito del mare e del territorio a ridosso del medesimo. L’indagine, va precisato, si basa sul totale delle infrazioni contestate e potrebbe quindi risentire anche di una maggiore capacità di repressione delle forze dell’ordine impegnate sulla costa campana rispetto a quella che le stesse dimostrano in altre regioni. È, inoltre, quello che fornisce Legambiente, un valore assoluto, che prescinde dalla lunghezza del litorale. Se, invece, si va a considerare l numero dei reati contestati per chilometro di costa, la Campania cede la maglia nera al Molise. Ciò premesso, resta il fenomeno di un assalto in piena regola alla costa da parte di speculatori ed inquinatori.

«Nel 2017 – recita il dossier – le infrazioni contestate sono state 2.715, oltre 7 al giorno,con un incremento rispetto all’anno precedente dell’ 4,7%. Le persone denunciate e arrestate 2.843, e i sequestri 959, in crescita – significativa – del 14,3%». Si continua a costruire troppo, sulla costa della nostra regione, e senza rispettare le regole. Lo dimostrano casi recentemente finiti al vaglio degli inquirenti: il resort extralusso ad un passo dalla Grotta Azzurra; l’hotel abusivo che stava sorgendo in una zona di ulivi secolari a Massalubrense; gli ampliamenti di strutture ricettive non autorizzati in costiera amalfitana. A fronte di questa situazione, inchieste ed indagini non di rado hanno acceso i riflettori, anche nel 2017, su disattenzioni e collusioni da parte dei responsabili delle amministrazioni locali, in particolare degli uffici tecnici delle medesime, che hanno a volte rilasciato con leggerezza permessi ed autorizzazioni.

«La Campania – conferma Mare Monstrum – detiene il primato specifico del cemento illegale sulle coste, con il 21% dei reati accertati in Italia. Nel dettaglio sono 702 le infrazioni accertate, 878 le persone denunciate e arrestate e 243 i sequestri effettuati. Come in certa misura avveniva già in passato, oggi la prassi prevalente è quella di avviare i lavori con le “carte in regola”. In questo caso le opzioni sono due: avere ottenuto i permessi per costruire sulla base di false dichiarazioni, oppure scegliere di proseguire i lavori in difformità dai permessi, aumentando e spostando le cubature o modificando la natura degli immobili, sperando, naturalmente, di farla franca».

Relativamente, poi, al numero di infrazioni contestate dalle forze dell’ordine per il cattivo funzionamento dei depuratori ed agli sversamenti illegali di liquami e rifiuti, “nel 2017 sono stati contestati 1347 reati in Campania, con un incremento del 43% rispetto al 2016. I sequestri sono stati 526 e sono aumentati del 18%”. Sul fronte della pesca di frodo, la nostra regione si assesta a metà classifica: 278 infrazioni, con 248 persone denunciate e arrestate e 68 sequestri. Una piaga, in questo specifico ambito, è rappresentata dal prelievo e dalla vendita dei datteri. Pescarli provoca gravissimi danni all’ecosistema marino, che i predoni devastano a colpi di martello e piccozze per impadronirsi del prezioso mollusco.

Leggi l’articolo originale su Corrieredelmezzogiorno.corriere.it

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