Milano: Aggiornato a giugno il processo a Eni e Shell per tangenti in Nigeria

0
211

Nuova udienza ieri a Milano per il processo ai vertici delle compagnie petrolifere Eni e Shell sul caso di presunta corruzione in Nigeria. Si è trattato di una breve udienza preliminare, dopo la quale i giudici hanno aggiornato la seduta al 20 giugno, affermando che in quella data avrebbero valutato le richieste di terze parti – tra cui una serie di organizzazioni internazionali – di unirsi al caso.

All’udienza di lunedì Domenico Cartoni Schittar, avvocato che rappresenta il governo nigeriano, ha annunciato la volontà di abbandonare il caso. Nei commenti a un documento firmato, visto dall’agenzia Reuters, Cartoni Schittar ha dichiarato di aver rinunciato a un mandato che, a suo dire, è diventato “imbarazzante”.

Le due compagnie petrolifere sono accusate d’aver pagato tangenti al governo nigeriano per ottenere la licenza di sfruttamento del blocco offshore OPL-245, uno dei più ricchi del continente, con uno sfruttamento stimato di circa 9 miliardi di barili di greggio.

Sul banco degli imputati ci sono 13 persone, tra manager, politici e intermediari. Tra loro anche l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, il suo predecessore, Paolo Scaroni, e il direttore delle esplorazioni di Shell, Malcolm Brinded. Gli ex dirigenti della Shell coinvolti hanno affermato che è stato commesso un errore procedurale quando è stata presa la decisione di inviare la causa in tribunale e hanno chiesto alla Corte Suprema italiana di invalidarla. Tutti gli accusati negano qualsiasi illecito.

L’ong Global Witness, che ha condotto una propria inchiesta indipendente, ha descritto il caso come uno dei più grandi scandali di corruzione nella storia dell’industria petrolifera. (Africanews)

 

Leggi l’articolo originale su nigrizia.it

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

venti − diciannove =