Misure antismog inadeguate: Italia deferita alla Corte Europea

0
150

L’Italia, insieme ad altri paesi UE, è stata deferita alla Corte di Giustizia Ue per aver violato le norme europee antismog. La decisione, attesa da molti mesi e rimandata più volte, potrebbe portare a ingenti sanzioni economiche per il nostro paese che è in questa situazione a causa di politiche insufficienti sia a livello regionale che nazionale.

«Questa decisione è la naturale conseguenza della miopia dei nostri politici», ha dichiarato Anna Gerometta, presidente di Cittadini per l’Aria Onlus. «Il problema smog, non essendo mai stato affrontato come merita, è ancora lì in tutta la sua gravità. E non ci vengano a dire che la causa di questa situazione è la conformazione del territorio della pianura padana. La vera ragione è la mancanza di serietà, impegno e determinazione da parte dei nostri politici. E a pagarne doppiamente il prezzo sono gli italiani. Come cittadini che ogni giorno respirano aria inquinata e dannosa per la loro salute. E come contribuenti che rischiano di vedersi comminata una multa salatissima su decisione della Corte di Giustizia Europea».

«La scelta di deferire gli Stati membri alla Corte di giustizia dell’UE è stata presa a nome dei cittadini europei» afferma Karmenu Vella, Commissario europeo per l’ambiente, gli affari marittimi e la pesca. «Questa Commissione ha il compito di proteggere e la nostra decisione va in quella direzione. Gli Stati membri citati oggi hanno ricevuto sufficienti “ultime possibilità” nell’ultimo decennio per migliorare la situazione. Sono convinto che questa decisione porterà a miglioramenti per i cittadini in tempi molto rapidi. Ma l’azione legale da sola non risolverà il problema ed è per questo che stiamo definendo aiuti pratici da parte della Commissione per contribuire  agli sforzi delle autorità nazionali».

«La Commissione ha fatto la cosa giusta: in Italia, esiste da anni un’emergenza smog causata da livelli di inquinamento illegali. La protezione della salute dei cittadini non può attendere oltre. Purtroppo, di fronte al fallimento delle autorità italiane, l’unica conseguenza logica e necessaria è il deferimento alla Corte di Giustizia”, ha dichiarato Ugo Taddei, responsabile del progetto Qualità dell’aria per ClientEarth. “Come dimostrato dalle azioni legali che abbiamo intrapreso in Lombardia e Lazio, le misure di lotta allo smog in queste due regioni simbolo sono obsolete, inadeguate e in ritardo di anni. La minaccia delle sanzioni serva da stimolo per un netto cambio di marcia e nuovi piani di qualità dell’aria che riportino nel più breve tempo possibile i livelli di smog al di sotto dei limiti di legge. Non c’è tempo da perdere: l’aria pulita deve essere una priorità per tutte le istituzioni italiane e, in particolar modo, per il nuovo governo, qualunque esso sia».

«In un quadro tanto cupo – ha concluso la presidente Gerometta – l’unica nota lieta è l’impegno di tanti cittadini comuni, come quelli che hanno reso possibile il progetto NO2, No grazie di cui stiamo presentando gli allarmanti risultati proprio in questi giorni».

Il 15 maggio i dati sulle concentrazione dell’inquinante e sui suoi effetti sulla salute sono stati presentati a Brescia, mentre lunedì 21 maggio sarà la volta di Milano e martedì 22 quella di Roma. A Milano, dove il progetto è giunto alla sua seconda edizione, il campionamento si è concentrato in particolare modo su scuole e parchi.

Cittadini per l’Aria e ClientEarth, inoltre, danno il loro contributo alla creazione di politiche per la qualità dell’aria, dialogando con le istituzioni e facendo proposte che siano conformi alla legge e, pertanto, efficaci nel tutelare la salute.

 

Leggi l’articolo originale su bioecogeo.com

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

6 + 20 =