Il “Comitato Pastori della Costa – Parco Subito” si oppone alla speculazione edilizia che sta fagocitando le coste della Puglia e chiede l’istituzione di un parco regionale a tutela di uno dei tratti più caratteristici e iconici dell’intera regione

 

Foto: A. Fontana

Costa di Ripagnola è il nome antico di un breve tratto di costa pugliese a sud di Bari. Un tratto di costa di una bellezza così intensa e spettacolare da sembrare irreale. Non si può non innamorarsene. Un paesaggio incontaminato, con una composizione di un equilibrio così delicato e perfetto da far impallidire i giardini hiraniwa più famosi. Una composizione fatta di trulli però, alberi di ulivo, fichi d’india, con un mare di un blu turchese indicibile sullo sfondo. Non di aceri rossi o fiori di ciliegio.

La storia di Costa di Ripagnola si perde nel tempo. Zona di contenzioso tra comuni limitrofi da sempre, a causa delle sue insenature e le sue grotte, che ne facevano un luogo ideale per traffici marittimi. Un clima mite che unito alle ricchezza del suolo ha favorito per millenni un’orticoltura di piccola scala, lasciandoci in eredità una miriade di strutture rurali, trulli, fogge, pagliai, muretti, e grotte scavate. Un luogo in cui per secoli sono stati coltivati carciofi, pomodori, patate, carote, assieme ad una frutticoltura rigogliosa di fichi, fichi d’india, carrubi, olive. Una vera vetrina del Mediterraneo dunque. La zona inoltre è attraversata da una fitta rete di tratturi che dall’entroterra si spingono verso la costa, usati per millenni per il passaggio di greggi che durante l’inverno scendevano dal costone murgiano per approfittare del clima mite della costa.

Costa di Ripagnola è diventata, per i suoi trulli, per i suoi ulivi, per il mare, per i suoi fichi d’india, un poderoso simbolo iconografico della Puglia stessa. Una combinazione di elementi creata dal caso e dalla travagliata storia di questa terra che oggi riesce a rappresentare, in pochi chilometri appena, l’essenza stessa delle terre del tacco d’Italia. Una metafora della messapia, la terra tra I due mari. Un archetipo dunque, come lo erano gli dei greci venerati un tempo in questi luoghi. Costa di Ripagnola è per molti appena un’immagine effimera, vista solo di sfuggita, un’impressione rubata, magari guidando verso le spiagge oramai troppo affollate del Salento. Un’immagine che però ha la capacità di rimanere scolpita nel cuore, di dare da sola un significato di completezza agli itinerari in Puglia, un punto di riferimento immortale.

TURISMO AGGRESSIVO E SPECULAZIONE EDILIZIA

Foto: A. Fontana

Quello che fa da cornice a Costa di Ripagnola, per contro, è parecchio meno bello, parecchio più triste. La costa che circonda questo luogo magico, di fatto, è appena visibile, soffocata da migliaia di villette più o meno abusive che hanno cancellato anche il ricordo della bellezza che un tempo permeava queste zone. Una speculazione edilizia senza scrupoli, aggressiva e senza pianificazione che ha trasformato la costa degli iapigi e degli spartani in una brutale accozzaglia di villette e casupole desolatamente abbandonate d’inverno. Circa 500 degli 800 chilometri di costa pugliese sono andati persi in questa maniera.

In questo contesto, il fatto che Costa di Ripagnola sia sopravvissuta alla speculazione edilizia dilagante è un vero miracolo. E il contrasto tra la purezza di uno dei pochi tratti di costa ancora incontaminati della zona e lo scempio costiero che la circonda rende la bellezza di Costa di Ripagnola ancora più splendida e al contempo più dolorosa.

Negli ultimi anni, con l’esplosione del turismo in Puglia in generale, e nella vicina Polignano in particolare, la bellezza di Costa di Ripagnola ha brutalmente e sistematicamente risvegliato gli appetiti di speculatori senza scrupoli. Nonostante la zona sia vincolata dal piano paesaggistico territoriale regionale e tutelata per le sue aree di valore archeologico, i progetti per deturpare l’ultimo tratto di costa rimasto intatto si sono susseguiti incessantemente. Hanno tentato di farne un campo da golf prima, poi un campeggio. L’ultima di queste proposte riguardava la costruzione di una struttura a ridosso di Costa di Ripagnola, consistente in ben 250 ville e due alberghi di lusso. Nello sgomento generale, il 2 gennaio 2018, la regione Puglia, pur negando la concessione dei 130 mila metri cubi richiesti per la costruzione del Resort, ha tuttavia approvato la variante  al piano regolatore con la quale, di fatto, autorizza la costruzione della struttura in un’area meno estesa (77 mila metri cubi). Un progetto che, se attuato, sancirebbe perentoriamente la fine dell’ultimo fazzoletto di terra che rappresenta per tanti, emotivamente e figurativamente, una Puglia iconica, ormai quasi completamente scomparsa.

In aggiunta, quest’ultimo progetto speculativo è stato accompagnato dalla chiusura sistematica di tutti gli accessi al mare autorizzati, in chiara violazione delle norme esistenti, e dall’inizio di una battaglia legale senza quartiere per il controllo della zona da parte dei proprietari terrieri.

UN PARCO NATURALE PER DIFENDERE LA COSTA

Foto: A. Fontana

Al fine di combattere questo squallido panorama speculativo, negli ultimi mesi si è creato spontaneamente un comitato di cittadini determinato a lottare per la protezione della costa di Ripagnola tramite la creazione di un parco regionale costiero. Un parco teso a promuovere un turismo ambientale che valorizzi i prodotti agricoli locali, che riscopra le testimonianze storiche comuni, senza compromettere la tutela del verde, dei trulli e del mare. Un parco che valorizzerebbe l’economia locale diffusa e aumenterebbe il prestigio della zona con una politica di lungo periodo, con ricadute culturali e sociali, oltre che economiche. Al momento, i tentativi di dialogo tra il Comitato Pastori della Costa – Parco Subito e le autorità locali del comune di Polignano, si sono miseramente arenati a causa della totale mancanza di disponibilità dimostrata da parte delle autorità locali.

Al momento, l’unica possibilità per salvaguardare questa perla dell’Adriatico è che le associazioni di base nate per difendere Costa di Ripagnola riescano a raggiungere la massa critica necessaria ad opporsi ai vari progetti speculativi. A tal fine, chiediamo a tutti i lettori, pugliesi e non, di sottoscrivere alla pagina Facebook dei Pastori della Costa – Parco Subito, in maniera da rimanere aggiornati sulle iniziative in proposito, e di diffondere queste informazioni tramite la loro rete personale di contatti, nella speranza che in Italia, come altrove, una iniziativa di base come questa possa riuscire ad avere il successo che merita.

 

Pagina Facebook del Comitato Pastori della Costa – Parco Subito: https://it-it.facebook.com/I-pastori-della-costa-Parco-Subito–369920226779617/

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