«Rifiuti pericolosi, subito la bonifica»

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Raduno degli ambientalisti davanti al deposito andato in fiamme. A dicembre arriverà la commissione ecomafie

 

MORTARA. «Fate subito la bonifica dell’area dove sono ancora adesso stoccati i rifiuti della Eredi Bertè andati in fiamme ad inizio settembre. Temiamo che piovendo si liberino inquinanti dai quei rifiuti e finiscano nelle fogne, quindi nel circolo idrico integrato di Mortara e dintorni»: con questo grido gli ambientalisti dell’associazione Futuro Sostenibile in Lomellina hanno aperto la manifestazione di ieri davanti ai cancelli ancora sbarrati dell’azienda di stoccaggio rifiuti Eredi Bertè di via Fermi.

«Anche As Mortara durante un recente convegno ha spiegato che la fogna non ce l’ha fatta durante il rogo a depurare tutta quell’acqua sporca – ha spiegato la presidente di Futuro Sostenibile Alda La Rosa –. Per questo chiediamo all’amministrazione comunale di Mortara ed al sindaco, che deve tutelare la nostra salute, di fare qualcosa e farlo presto. La magistratura sta facendo il suo lavoro, e lo rispettiamo, ma la politica locale non può essere indifferente a questo possibile problema ambientale. Ci vuole subito la bonifica».

L’area dell’azienda di Mortara era chiusa perché ancora sotto sequestro giudiziario. E, anche per questo motivo, il sindaco Marco Facchinotti ha deciso di non esserci davanti ai cancelli chiusi della Eredi Bertè. «Non è di certo il sindaco che dà ordine di sgomberare la zona – replica il sindaco Marco Facchinotti –. Spetta alla magistratura, che sta ancora indagando, determinare lo sgombero dell’area. Non siamo disattenti a questo problema: ne abbiamo parlato già in altre occasioni pubbliche. Qui sembra si stia già usando l’ambiente per la nuova campagna elettorale in vista delle regionali, ma io non mi presto a questo gioco. Io mi sono interessato fin dall’inizio del rogo alla salute pubblica, con le ordinanze del caso. Non ho perso nemmeno cinque minuti».

«Saremo qui ai primi di dicembre con la commissione nazionale sulle ecomafie e i rifiuti – ha annunciato il senatore pavese Luis Orellana (Autonomie), che fa parte proprio della commissione –. Vogliamo dimostrare che lo Stato vuole vederci chiaro». «Qui sono già stati persi sette posti di lavoro», hanno aggiunti i sindacalisti della Cgil durante il discorso. «Non siamo contro l’imprenditoria, anzi, vogliamo confrontarci con le associazioni di categoria e le istituzioni per dare un futuro migliore alla Lomellina: una terra che ha grandi peculiarità: possiamo essere come la Camargue in Francia – hanno chiuso gli organizzatori –. Però siamo stufi di impianti inquinanti e di tanta, troppa gente che si ammala di cancro».

Leggi l’articolo originale su laprovinciapavese..it

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