Stop all’inceneritore di Firenze 

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Il consiglio di Stato ha annullato l’autorizzazione a costruirlo. A pochi giorni dal via libera definitivo in Europa del pacchetto sull’economia circolare, il progetto lanciato nel 2002 ma sempre avversato dai cittadini, tramonta del tutto

 

 

Da Firenzetoday.it

L’inceneritore di Firenze non si farà. A pochi giorni dal via libera definitivo in sede europea al pacchetto sull’economia circolare, che chiede di ridurre al minimo la discarica l’incenerimento, il Consiglio di stato mette la parola fine al progetto dell’impianto che per oltre 15 anni ha diviso i cittadini del capoluogo fiorentino e delle aree circostanti. Una zona fortemente urbanizzata, in cui il camino di Case Passerini sarebbe stato solo l’ennesima fonte di inquinamento, accanto a strade ad alta frequentazione, impianti industriali e aeroporto.

La sentenza si concentra soprattutto sul tema della compensazione ambientaledell’infrastruttura. Nel 2005, un protocollo d’intesa tra le istituzioni della piana fiorentina aveva sancito che per mitigare l’impatto ambientale negativo della combustione dei rifiuti dovesse essere realizzato un parco di 35 ettari vicino all’impianto con 20 ettari di bosco per migliorare la qualità dell’aria. Opere però di cui non parlano gli atti successivi della Città metropolitana, ma che secondo i giudici “dovevano essere eseguite prima della realizzazione e messa in esercizio dell’impianto”, pena vedere “frustrata la finalità stessa delle misure di rinaturalizzazione”. A maggior ragione perché nell’area, nel frattempo, si è fatta largo l’ipotesi anche di un ampliamento dell’aeroporto: “Ogni eventuale decisione sulla misure di mitigazione anche per la nuova evenienza determinata dal progetto aeroportuale avrebbe imposto una complessiva rivalutazione della situazione ambientale e sanitaria della Piana”, si legge ancora nella sentenza, che ha annullato l’autorizzazione unica a costruire e far funzionare l’impianto. L’autorizzazione era stata rilasciata dalla Città metropolitana di Firenze alla Qthermo, composta dalla multiutility Hera e dalla società di igiene urbana fiorentina Quadrifoglio.

Rimane ancora da giocare, invece, la partita dell’ampliamento dell’aeroporto: anche in questo caso, tra le varie prescrizioni ambientali, si richiede come opera di compensazione la realizzazione del bosco. “Ma chi ci andrebbe a passeggiare, con i 747 che ti passano sopra la testa?”, si chiedono dal comitato delle mamme. La speranza è che, in una delle aree urbane più inquinate d’Italia, l’unica idea a rimanere davvero in piedi sia quella del parco.

 

Leggi l’articolo originale su LaStampa.it

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