Traffico di rifiuti, prime perquisizioni

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Corteolona, i carabinieri in alcune ditte del Milanese. Identificati anche i camion che hanno scaricato materiale nel capannone

 

CORTEOLONA. Prime perquisizioni per ricostruire il traffico di rifiuti ammassati nel capannone tra Corteolona e Genzone andato a fuoco. Ieri i carabinieri si sono presentati all’ingresso di alcune ditte del milanese dove hanno eseguito perquisizioni con l’obiettivo di scoprire se ci fossero altri rifiuti stipati e pronti ad essere trasportati in altri capannoni, presi in affitto da prestanome oppure da affiliati ad organizzazioni criminali. Quello che gli investigatori temono sia succeso nel Pavese.

Tra i prestanome sembra ci fosse anche il 68enne di Opera che aveva preso in locazione i capannoni. Non è stato reso noto se ci siano anche degli indagati. Esaminate anche fatture e bolle di accompagnamento per eseguire controlli amministrativi incrociati. L’obiettivo è di risalire alla provenienza di quei rifiuti andati a fuoco che erano perfettamente imballati e pronti a finire in qualche inceneritore. Invece sono stati bruciati in fretta e furia. E anche di verificare se in quelle balle di rifiuti, chiuse con tanto di fascette, ci fosse solo plastica e gomma oppure se fosse stato inserito altro materiale che doveva essere eliminato al più presto.

Gli investigatori, coordinati dal sostituto procuratore Roberto Valli, sono risaliti agli obiettivi anche grazie ai numeri di targa dei camion filmati e fotografati dai residenti. Ma non solo. È evidente che, per l’inchiesta sul maxi-incendio doloso, sono state utilizzate anche le immagini della telecamera installata dalla procura e autorizzata dal Gip, in un capannone vicino a quello bruciato. Telecamera che non può non avere inquadrato i mezzi che scaricavano rifiuti nel capannone. In ogni caso sulla vicenda il riserbo della procura di Pavia è molto stretto per cui non ci conosce l’esito degli accertamenti. Non è da escludere che, oltre alle perquisizioni, siano stati eseguiti anche dei sequestri.

 Gli inquirenti stanno lavorando intensamente a questa indagine. L’incendio di Corteolona, infatti, si è aggiunto a una serie di altri verificatisi in provincia di Pavia e che hanno suscitato apprensione non solo nelle persone direttamente coinvolte, ma in tutta l’opinione pubblica. Purtroppo il nostro territorio, sotto questo profilo, è una specie di “paradiso” per chi abbia intenzione di stoccare illegalmente o fare sparire rifiuti di varia natura. La progressiva deindustrializzazione, infatti, ha lasciato sul terreno numerosi capannoni dismessi. E, soprattutto in Oltrepo, anche molte cave dalle quali in passato si era estratta argilla.

 

Leggi l’articolo originale su laprovinciapavese..it

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